Waves

Cos’è la Piattaforma Waves?

Waves è una piattaforma decentralizzata per il trading finanziario scritta utilizzando il linguaggio di programmazione Scala. La piattaforma ha una propria blockchain e una delle funzioni principali è la possibilità di creare dei tokens personalizzati. I tokens personalizzati o ‘Custom Application Tokens’, abbreviato ‘CATs’ permettono di essere utilizzati in tantissimi modi. Tra questi la possibilità di creare una raccolta fondi decentralizzata, fare trading o semplicemente per conservare fiat altre criptovalute. In pratica, un token puà rappresentare qualsiasi tipo di valore che gli venga assegnato, essendo crittograficamente sicuro grazie alla blockchain di Waves. Un sistema di votazioni (sicuro da manipolazioni) e decentralizzato permetterà ai progetti costruiti su Waves di comunicare e prendere decisioni assieme alla comunità. Grazie alla natura distribuita di Waves, stiamo lavorando ad un sistema di reputazione dove ad ogni account verrà assegnato un punteggio di reputazione basato tra le altre cose, sulla sua attività all’interno della rete.

La piattaforma Waves, al contrario di altri progetti del mondo crypto, è rivolta sia agli utenti avanzati che ai nuovi utenti. Il coinvolgimento del pubblico di massa è di grande importanza. Ciò si riflette nella facilità d’uso del portafoglio, nella somiglianza delle interfaccia utente alle applicazioni tradizionali di banca online e al processo di impostazione rapida del portafoglio nativo attraverso un Lite Client, eliminando la necessità di scaricare la blockchain. D’altra parte, la piattaforma Waves incoraggia gli utenti avanzati, cioè gli sviluppatori su blockchain e le aziende, a creare il loro progetto sulla blockchain Waves attraverso le sue API pubbliche e una tecnologia all’avanguardia.

Perche il Governo ne prende nota?

Per facilitare la conoscenza ai cittadini delle cryptovalute, un modo semplice per praticare senza tanti costi le transazioni di moneta digitale, senza le approvazioni bancarie e dei Governi, a patto che non si usi la moneta Fiat, ovvero l’euro o il dollaro che rientra nelle regole della BCE o FED.

Noi abbiamo creato il Token PilaW per darvi la possibilità di sperimentare ciò che in futuro saranno transazioni di ogni giorno. E quanto poco valore abbia una moneta se dietro non c’è il valore umano. Chiedeteci della PilaW QUI.

P.S. per le ricerche non usate più denaro di quello che potete permettervi di perdere. Per informazioni potete scriveri qui : info@pilabank.com

Holacracy

Cos’è Holacracy

La democrazia è oramai vecchia…

Holacracy è un nuovo modello open source di management  che trasforma la struttura organizzativa statica cui siamo abituati in una struttura dinamica che garantisce chiarezza e continuo aggiornamento di ruoli e responsabilità. Una struttura auto-adattiva che può essere modificata in real-time man mano che nuove opportunità e sfide si palesano all’orizzonte, permettendo alla tua organizzazione di evolvere alla stessa velocità a cui si evolve il contesto in cui opera. Per favorire evoluzione e responsività , Holacracy si dota di una struttura senza titoli

altisonanti o figure di puro coordinamento in cui il potere è distribuito in modo chiaro e significativo tra i ruoli  deputati a svolgere attività continuative per conto dell’organizzazione stessa.

Holacracy non è il primo, nè tantomeno l’unico modello di auto-organizzazione esistente. Aziende come  Valve, Spotify, and MorningStar hanno tutte adottatto modelli di self-management con risultati strabilianti.  Non deve quindi sorprendere che aziende più agili, auto-organizzate, siano più  produttive ed in ultima analisi,  profittevoli .

Da dove viene il nome Holacracy? (http://wiki.holacracy.org/)
Il termine Holacracy deriva dai termini “holon” e “holarchy”, coniato da Arthur Koestler nel suo libro del 1967, The Ghost in the Machine. Un olone è un intero che è una parte di un intero più grande – come una cellula del corpo è sia un insieme autosufficiente che allo stesso tempo una parte di un organo; Allo stesso modo, un organo è un tutto autonomo e allo stesso tempo una parte di un organismo. Quella cellula di serie all’organismo è un esempio di holarchy. È il tipo di gerarchia che la natura usa.
Mentre il nome “Holacracy” è ispirato al concetto di “holon” di Koestler, la relazione si ferma qui. Il nome è stato selezionato dopo che il metodo è stato sviluppato. L’olocrazia non è affatto un tentativo di applicare una nozione astratta inventata da un filosofo.

In cosa Holacracy differisce dagli altri approcci al self management?

La differenza tra Holacracy e altri paradigmi  sta nel fatto che Holacracy è  un set di regole decisionali e d’intrazione calabile in qualunque settore di mercato e non vincolato a, nè tantomeno studiato per, funzionare solo in particolari domìni di business. Il libro di Laloux raccoglie una pletora di esempi interessanti, una serie di conclusioni comuni istanziate in specifiche pratiche organizzative partorite da imprenditori illuminati. Tuttavia si tratta pur sempre di un campionario di risultati specifici  più che di metodi generalizzati per ottenerli. Laloux ha sostanzialmente intervistato una serie di campioni dell’organizzazione i quali hanno progettato ognuno nel suo settore una forma organizzativa specifica per servire una particolare cultura, dimensione, offerta di prodotto etc etc. Laloux ha però inserito tra questi “campioni” anche Brian Robertson, il creatore di holacracy,  e non a torto.

Holacracy è infatti un insieme di strumenti e regole utilizzabili in modalità “chiavi in mano” per plasmare l’ organizzazione in modo reattivo, e continuare ad evolverla prescindendo dai personalismi, pur estraendo da tutti i suoi attori il meglio dei contributi che essi sono in grado di fornire. Nell’universo delle possibili forme organizzative adottabili da un’azienda, caratterizzata da proprie dimensioni specifiche (numero membri, mercato, età, professionalità,dislocazione geografica delle sedi, livello di digital awareness), è impossibile definire ex-ante quale sia il modello ideale, e se ne esiste uno non è sicuramente uguale per tutte, tuttavia la ricerca di tale modello ideale comporta sacrifici, iterazioni, approcci di trial & error, ed è per questo motivo che la maggior parte delle aziende (all’esclusione delle poche che hanno un loro interno uno Steve Jobs, un Sergei Brin, o un Ricardo Semler) non abbandona mai la gerarchia piramidale. Oggi abbiamo a disposizione un framework, o meglio un metamodello organizzativo, che non solo è superiore all’approccio organizzativo tradizionale in ogni campo,  ma è anche evolutivo, essendo frutto di aggiustamenti co-prodotti da una community di aziende che lo adotta, e si automigliora costantemente.

Tratto da: http://andreafare.com/holacracy/

P.S. Cambiare queste concezioni di Governance non è facile, ma intanto potrebbere essere utile alle aziende, alle associazioni ed agli istituti scolastici sperimentare un modo nuovo di andare daccordo con gli altri essere umani.

BitNation

Il mondo sta cambiando.. Si stanno creando le nazioni digitale con l’avvento della Blockchain è nato questo progetto BitNation dove ognuno può creare la sua nazione digitale, ovviamente noi per provare abbiamo creato Trieste.

Scaricatevi l’APP dove vedete scritto Install Pangea nel sito ufficiale della BitNation, c’è per Apple i-phone o per Android Google Play, dopo cercate la nazione di Trieste e diventerete cittadini appena versato un pochi di Ethereum (centesimi di euro)

Ecco una scheda tecnica della BitNation, ma per saperne di più consigliamo di leggere il WhitePaper.

Come dicevamo bisogna usare gli Ethereum per l’iscrizione a qualsiasi nazione, è la seconda cryptomoneta più importante dopo il Bitcoin. Gli Ethereum potete comprarli iscrivendovi a Coinbase e inserendo la vostra carta di credito. (oppure chiedete a noi scrivendo qui). Vi ricordo che la APP Pangea è in via di sviluppo e non è completamente in funzione.

L’obiettivo finale di Bitnation è la possibilità di avere nazioni virtuali che rimpiazzino il modello statale tradizionale smantellando di conseguenza l’esistenza dei confini e creando, in ultima istanza, un mondo politicamente nuovo. Sotto la costituzione della Nazione Volontaria Decentralizzata e senza Confini (NVDC), chiunque può fondare una nazione basata sui propri principi, culture o tradizioni, e gli stati si completerebbero a vicenda offrendo ai cittadini il miglior prezzo e la miglior qualità per i loro servizi.

Noi del Governo riteniamo comunque validi i confini geografici, senza che limitino la libertà e la buona relazione tra gli essere umani.

Valore del Token xPat in riferimento al Bitcoin

p.s. iscriversi ad BitNation non ha a che fare con la registrazione all’anagrafe del Territorio Libero di Trieste.

Dissociazione dal Governo

Dopo la costituzione del ICFPT Conference si sono dissociati Marcus Donato e Giorgio Marchesich, presidenti e portavoce dei gruppi Fronte per l’indipendenza del Territorio e Comitato per il Porto Libero di Trieste/ICFPT, riuniti nel Congress del 3 settembre 2016.

Il Governo ne prende atto e lo annota nel verbale del 23/12/2016 e nel verbale del 07/11/2016 congiuntamente alla dissociazione nelle persone di Eugenio PAROVEL nato a Trieste, il 05/02/1959; Massimiliano BALDASSI nato a Trieste, il 14/05/1971; Stefano BALDASSI nato a Trieste, il 14/05/1971; Matteo PAROVEL nato a Trieste, il 14/01/1995.

Sottoscritto e annotato dal Governo.

(visto)- Ban Ki Moon

VISTO Le Dichiarazioni del Segretario Generale Ban Ki Moon rilasciate all’Assemblea Generale del Settembre 2013, ed all’UNSC il 23/10/2015.


 

Il 21 Ottobre 2015 Mrs. BAN Ki-moon, Segretario delle Nazioni Unite, invia al Presidente del Consiglio di Sicurezza, dei documenti che contengono la cronologia degli eventi che hanno determinato la protezione, da parte delle Nazioni Unite, di alcuni Stati. Il quinto report, di questo elenco, riguarda lo Stato del Territorio Libero di Trieste la cui “ Breve cronologia degli eventi “ ( sotto riportata ) è stata redatte il 21 luglio 2014 e firmata dal Segretario BAN Ki-moon. Nella lettera accompagnatoria egli mette in evidenza ( in seguito ad una richiesta di protezione alle Nazioni Unite da parte del Presidente dello Stato della Palestina (S/2014/514 ) quanto sua utile conoscere i precedenti storici degli Stati in oggetto per “…. assistere e informare qualsiasi lavoro futuro che potrebbe prendere posto all’interno del Segretariato su questo argomento. Le sarei grato ( rivolgendosi al Presidente del Consiglio di Sicurezza ) se volesse proporre la presente lettera e il suo allegato all’attenzione dei membri del Consiglio di Sicurezza. “

( Firmato ) BAN Ki-moon 21 Ottobre 2015

Il 23 Ottobre 2015 il Presidente del Consiglio di Sicurezza rende pubblica la documentazione ricevuta da BAN Ki-moon, Segretario delle Nazione Unite, certificando così l’autorevole documentazione.

Traduzione:

1. Dopo la seconda guerra mondiale, il territorio di Trieste e l’area circostante venne contesa tra Italia e Jugoslavia.

2. Il Consiglio dei ministri degli Esteri, rispettivamente della Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, presentarono al Consiglio di Sicurezza una bozza di Trattato di Pace tra l’Italia e la Jugoslavia, che suggeriva la costituzione di un Territorio Libero per Trieste e l’area circostante la cui indipendenza e l’integrità dovevano essere assicurate dal Consiglio di Sicurezza.

3. Il Consiglio di Sicurezza, con la 16ª risoluzione (1947), ha approvato lo strumento per il regime provvisorio del Territorio Libero di Trieste, lo Statuto permanente per il Territorio Libero di Trieste e lo strumento per il Porto Libero di Trieste ( strumenti contenuti negli allegati del Trattato di Pace ) e accetta le responsabilità attribuite a tali strumenti.

4. Il Trattato di Pace è entrato in vigore il 15 settembre 1947 e ha terminato la sovranità dell’Italia sul Territorio Libero (articolo 21 (2)).

Il Consiglio di Sicurezza, tuttavia, non ha mai negato le sue responsabilità nell’ammettere l’incapacità di nominare un Governatore per il Territorio Libero di Trieste come previsto dal Trattato di Pace.

Invece ai sensi del protocollo d’intesa del 1954 per quanto riguarda il Territorio Libero di Trieste, Italia e Jugoslavia rispettivamente installarono l’amministrazione civile nelle due zone del Territorio precedentemente amministrate dal Regno Unito e Stati Uniti da un lato e l’Esercito Jugoslava dall’altro.

( Firmato ) BAN Ki-moon 21 Luglio 2014

(visto) – Governatore

VISTO Il rifiuto di nominare il nuovo Governatore da parte dell’UNSC, per specifica dell’Italia e della Yugoslavia del 20/5/1983, su richiesta di Marchesich del 20/04/83, perché il Territorio Libero di Trieste non è iscritto tra le Nazioni che aderiscono alla ONU.


Il 20 aprile 1983 Il Sig. Pietro Marchesich aveva chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite la nomina del Governatore del Territorio Libero di Trieste. Ecco la risposta tradotta:

20 maggio 1983

Egregio Signor Marchesich,

Sono venuto a diretta conoscenza della Sua lettera del 20 aprile 1983 che Lei ha indirizzato al Segretario Generale, riguardante il Territorio Libero di Trieste. Desidero confermare che la trattazione della promulgazione a cui Lei si riferisce ebbe luogo nel Consiglio di Sicurezza nel 1947 e 1948. Comunque, successivamente alla firma del trattato bilaterale tra l”Italia e la Jugoslavia e su richiesta dei Delegati Permanenti dell’Italia e della Jugoslavia alle Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza acconsentì nel giugno 197 7 a cancellare dall’elenco dell’ordine del giorno, di cui il Consiglio di Sicurezza è incaricato, gli articoli chiamati “Nomina di un Governatore del Territorio Libero di Trieste” e “La questione del Territorio Libero di Trieste”. Conseguentemente qualsiasi ripresa di discussione del problema accennato nella Sua lettera richiederebbe l’iniziativa da parte di uno Stato membro delle Nazioni Unite.

Il Direttore del Consiglio

di Sicurezza e della Divisione

Commissioni Politiche

(visto) – Trattato di Pace

VISTO Il Trattato di Pace tra Italia e Potenze Alleate ed Associate del 10/02/1947, con speciale attenzione e riferimento:

All’art. 21
All’Allegato VI – Statuto Permanente del Territorio Libero di Trieste;
All’Allegato VII – Quale Strumento per il Regime provvisorio del TLT;
All’Allegato VIII – Strumento per il Porto Libero di Trieste;


Articolo 21

1. In virtù del presente articolo viene costituito il Territorio Libero di Trieste, la cui estensione e delimitata dal Mare adriatico e dalle frontiere definite agli articoli 4 e 22 del presente Trattato. Il Territorio Libero è riconosciuto dalle Potenze alleate ed associate e dall’Italia, le quali convengono che la sua integrità e la sua indipendenza verranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

2. La sovranità dell’Italia sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, come definito più sopra, avrà termine a partire dal momento dell’entrata in vigore del presente Trattato.

Note: Le mappe presenti nell’Allegato I del Trattato di Pace con l’Italia sono state approvate nel dicembre 1946. Gli Allegati VI , VII e VIII, ovvero lo Statuto Permanente per il TLT, il Regime Provvisorio per il TLT e lo Strumento per il PLT sono stati votati ed approvati dal Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York il 10 gennaio 1947. Il Trattato di Pace con l’Italia é stato firmato a Parigi in data 10 Febbraio 1947 ed é entrato in vigore il 15 Settembre 1947. Perciò il TLT e PLT erano, un mese prima della firma e sette mesi prima dell’entrata in vigore del Trattato di Pace, già dichiarate NAZIONI assestanti.

3. Dal momento in cui la sovranità italiana e terminata, il Territorio Libero di Trieste sarà governato in conformità alle disposizioni di uno Strumento di regime provvisorio, stabilito dal Consiglio dei Ministri degli Esteri e approvato dal Consiglio di Sicurezza. Questo Strumento resterà in vigore sino alla data che verrà fissata dal Consiglio di Sicurezza per l’entrata in vigore dello Statuto Permanente, che sarà approvato dallo stesso Consiglio di Sicurezza. A decorrere da quella data il Territorio Libero sarà governato dallo Statuto Permanente. I testi dello Statuto Permanente e lo Strumento per il Regime Provvisorio sono contenuti negli Allegati VI e VII.

4. Il Territorio Libero di Trieste non sarà considerato come territorio ceduto ai sensi dell’articolo 19 e dell’Allegato XIV del presente Trattato.

Note: L’articolo 19 e l’Allegato XIV, sopra menzionati, si riferiscono al fatto che i territori ceduti dall’Italia passano sotto le giurisdizioni degli Stati vincitori già esistenti, invece il TLT e PLT vengono considerati come nuovi Stati.
5. L’Italia e la Jugoslavia si impegnano di dare al Territorio Libero di Trieste tutte le garanzie indicate nell’Allegato IX.